In “Occhio e orecchio alla biodiversità”  abbiamo parlato di come il nostro cervello sceglie un sistema rappresentazionale per acquisire informazioni. Ora vedremo due differenti modi per elaborarle.

Secondo due famosi professori etichettati “dislessici”, Ross Cooper e Ronald D. Davis, ognuno di noi ha un’intelligenza verbale ed un’intelligenza non verbale o visiva, solitamente una delle due prevale sull’altra.

Sono modi completamente diversi di elaborare le informazioni e la realtà.

Intelligenza VerbaleL’intelligenza verbale, elabora le informazioni attraverso un pensiero verbale formato da una sequenza di parole già pronte per essere espresse.

Non ha difficoltà a memorizzare ed interpretare dei simboli astratti come le lettere ed i numeri. Così come con facilità immagazzina informazioni come: nomi propri, date, sequenze di numeri, etc. Questo è la cosiddetta “memoria di lavoro”.

 

La realtà viene analizzata in maniera analitica facendo attenzione ai dettagli.

Elaborando le situazioni in maniera sequenziale. Un passaggio alla volta fino ad arrivare alla visione globale.

L’apprendimento è perfettamente integrato con l’insegnamento scolastico. Materie spiegate attraverso passaggi sequenziali, regole e definizioni. Leggere, scrivere e imparare a memoria.

Caratteristiche dell’intelligenza VisivaIntelligenza Visiva

Le informazioni vengono trasformate nella mente, in una sequenza velocissima di immagini. Questo è il pensiero visivo molto più veloce di quello verbale e più completo di dettagli, ma per questo, più difficile da trasformare in parole quando bisogna esprimerlo.

L’intelligenza visiva è in grado di riprodurre ed elaborare nella mente, la realtà con le informazioni derivanti da tutti i sensi.
Visualizza una situazione, la analizzarla da diversi punti di vista, la collega ad altre esperienze ed elabora una soluzione.

Un giovane ingegnere etichettato come “dislessico e discalculico” entrato in un gruppo di lavoro con altri ingegneri, era in grado di trovare le soluzioni alle varie problematiche per “intuito”. All’inizio nessuno gli dava credito perché gli altri ragionavano in maniera sequenziale ed avevano bisogno di analizzare tutti i singoli passaggi, con un processo molto più lungo.
Arrivando, alla fine, alla stessa soluzione, hanno imparato a dargli fiducia. La sua mente lavorava in maniera olistica, analizzando la situazione generale nella sua, facendo vari collegamenti e trovando soluzioni alternative grazie alla creatività e all’utilizzo del pensiero laterale.

Il pensiero laterale, utilizza creatività e immaginazione per trovare diverse risposte ad un’unica domanda. Cosa non prevista dalla scuola e dalla società (vedi aneddoto barometro)

L’intelligenza visiva ricerca la concretezza delle informazioni che trasforma in immagini mentali.
Quando si trova davanti a qualcosa di non tangibile, che non si può toccare o sentire con qualunque dei nostri sensi, si trova in difficoltà. Classico esempio sono le tabelline. Sequenze di numeri da imparare a memoria, non collegabili a niente di concreto.

Non riuscirà a ricordare i 100 risultati della tavola pitagorica, ma saprà come calcolarli e la cosa più importante saprà a cosa servono e quando utilizzarli.

Stesso accade per i numeri di telefono, le date, le regole grammaticali, i nomi propri di personaggi storici ma anche di persone appena conosciute.
Vi capita anche a voi? Però, se l’informazione è importante un sistema per ricordarla si trova.

La stessa difficoltà si ha con le lettere del nostro alfabeto. Per leggere una parola, occorre riconoscere i simboli delle lettere, unirli in sillabe e associarli ad un suono, unire tutti i suoni e formare la parola nella mente. Successivamente occorre passare dal pensiero alla parola pronunciata. Nell’intelligenza verbale della maggior parte delle persone, scatta l’automatismo. In quella visiva ogni volta occorre rifare tutto il processo.

In Cina non ci sono dislessici, forse perché per leggere gli basta riconoscere un ideogramma che è associato ad un oggetto o ad un pensiero concreto.
Probabilmente imparare direttamente a riconoscere l’immagine della parola ed associarla al suo significato potrebbe essere più semplice!

La memoria di lavoro viene utilizzata solo marginalmente, mentre la memoria creativa è sempre al lavoro ed ha grandissime potenzialità spesso poco sfruttate.

 

L’intelligenza verbale e quella visiva sono due modalità diverse di analizzare le informazioni. Entrambe si modificano nel corso della vita e si adattano ai nuovi bisogni.

La maggior parte delle persone utilizza l’intelligenza verbale ed è su questa che sono stati strutturati i sistemi educativi di apprendimento. Utilizzando la sequenzialità delle informazioni prima di arrivare al concetto globale, privilegiando tutto ciò che è verbale, parole lette e scritte. Più che capire il perché e il come delle cose, si imparano a memoria regole e formule.

Giudicare un’intelligenza visiva da come apprende, utilizzando metodi di studio e strategie verbali è come “ se giudicassimo un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, passerà tutta la sua vita a credersi stupido” (Albert Einstein)

Approfondimenti li potrete trovare nei seguenti libri:
Il dono della Dislessia di Ronald D. Davis

Dislessia nei giovani adulti Cap. 3 Ross Cooper

Leggi anche:
1. La memoria e il suo guardiano: l’ippocampo

2. Occhio e Orecchio alla Biodiversità 

3. Intelligenza Verbale e Visiva è questo articolo

4. Versione olistica della persona e dell’apprendimento

5. Malfunzionamento Neurobiologico o Diversità?

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail