VisuospazialeLe abilità visuospaziali sono funzioni cognitive superiori, attivate dagli stimoli luminosi che colpiscono la retina, oppure dalle immagini mentali originate in assenza di stimolo luminoso reale.

Siamo nella fase di elaborazione dell’informazione visiva che avviene dopo quella di ricezione visiva.
Condizione necessaria, ma non sufficiente, per un’adeguata elaborazione visiva è la salute dell’occhio e delle sue funzioni (stato refrattivo, accomodazione, convergenza). Pertanto, anche in assenza di patologie e disfunzioni oculari, la fase di elaborazione dell’informazione visiva può essere poco efficace a causa di malfunzionamenti a carico dell’organizzazione spaziale, dell’analisi visiva o dell’integrazione tra le informazioni visive e le altre funzioni dell’organismo (udito, motricità grossolana, motricità fine).
L’organizzazione del sistema visivo nel cervello è molto complessa e pervasiva: quando un messaggio luminoso colpisce la retina si attivano immediatamente almeno 35 aree cerebrali che impegnano più del 50 percento della corteccia cerebrale, il tessuto più evoluto dell’organismo umano.
Grazie a questa intensa attività nel sistema nervoso centrale, l’80 percento delle informazioni che abbiamo sul mondo deriva dal senso della vista.

Le funzioni cognitive trasversali, quali memoria, attenzione e le funzioni esecutive, decisive per esprimere compiutamente il proprio potenziale intellettuale, sono altamente correlate con l’elaborazione neurale delle aree visive primarie e secondarie.

Pertanto, è facile intuire che se una, o più funzioni, in ambito di analisi visiva, di organizzazione spaziale, di integrazione visuo-uditiva o visuomotoria, dovessero essere deboli, il rendimento finale dell’individuo potrebbe esserne influenzato negativamente in misura proporzionale alla gravità e all’estensione del malfunzionamento.
GrafomotorioRecenti studi scientifici hanno accostato le abilità visuospaziali con il rendimento grafomotorio, in matematica e geometria, nel disegno (soprattutto tecnico), nella lettura di tabelle e grafici, in scienze, nella comprensione del testo, in geografia e orientamento e nella competenza sociale.
Il legame tra le abilità visuospaziali e il rendimento in molte materie di studio è confermato anche dai clinici che operano nell’ambito delle problematiche visive; non solo, queste hanno un ruolo importante anche nelle abilità strumentali scolastiche. Seppure non confermata da studi scientifici rigorosi, è sempre più diffusa la sensazione clinica che un profilo visuospaziale compromesso è molto spesso presente nei disturbi e nelle difficoltà di lettura, scrittura e calcolo.
La valutazione del profilo delle abilità visuospaziali è una importante integrazione diagnostica nei casi di disturbi e difficoltà di apprendimento e potrebbe indicare un percorso di potenziamento che permetterà allo studente di migliorare il bagaglio strumentale a disposizione ed esprimere al meglio le proprie potenzialità.

(Dott. Daniele Bergamin)

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